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CITTÀ DI VILLORBA

provincia di Treviso


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  visualizzazione immagine office_ico.gif STATO CIVILE


CERTIFICATI - ESTRATTI DI STATO CIVILE
 Poiché “i registri dello stato civile sono pubblici”, gli ufficiali dello stato civile  “devono rilasciare gli estratti e i certificati che vengono loro domandati” secondo le indicazioni di legge (articolo 450 codice civile).

I certificati di nascita,  matrimonio e  morte vengono rilasciati a chiunque ne faccia richiesta, in tempo reale. Essi indicano i dati essenziali risultanti dall'atto (ad esempio per l'atto di nascita: cognome, nome, luogo e data di nascita) e sono relativi ad eventi registrati nel Comune.

Gli estratti degli atti, essendo riproduzioni dell'atto o di alcune parti essenziali, contengono anche altre notizie rispetto a quelle dei certificati. Soprattutto essi riportano le annotazioni previste dalla  legge modificative o integrative di status (esempio per gli atti di matrimonio: rogito notarile sui rapporti patrimoniali dei coniugi;  separazione giudiziale od omologata; ricorso per divorzio; sentenza di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio; ecc.) o, in particolari circostanze, altre indicazioni normalmente non consentite dalla legge italiana (ad esempio un atto di nascita con l'indicazione della paternità / maternità). Gli estratti per riassunto o per copia integrale vengono rilasciati esclusivamente per gli atti avvenuti e riprodotti nei registri dello stato civile del Comune.

Tutti gli atti e i certificati riguardanti lo stato civile sono esenti dall'imposta di bollo e da qualsiasi altra spesa.

La  richiesta di certificati ed estratti per riassunto può essere fatta, da chiunque, presso lo Sportello Unico per il Cittadino, oppure con richiesta scritta via posta, via fax o via e-mail.

Per il rilascio di: estratti con complete generalità, copie integrali di atti; modelli plurilingue secondo la Convenzione di Vienna dell'8 settembre 1976; è necessario invece che l'interessato faccia una specifica richiesta (Clicca qui per scaricare il modello) per verificare la legittimità del rilascio.
Il rilascio delle “copie conformi dei documenti depositati presso l'ufficio dello stato civile” avviene previa richiesta di accesso agli atti (Clicca qui per scaricare il modello).

I certificati di stato civile, se devono essere prodotti presso pubbliche amministrazioni o gestori di pubblici servizi o a privati che vi consentono, possono essere sostituiti dalle dichiarazioni sostitutive di certificazione.


NASCITA - DICHIARAZIONE DI NASCITA

La denuncia di nascita va normalmente resa entro 10 giorni dall'evento presso l'Ufficio di Stato Civile del comune di residenza dei genitori (quello della madre, nell'eventualità che  i genitori siano iscritti nell'Anagrafe in comuni diversi).
La dichiarazione inoltre può alternativamente essere fatta, sempre entro 10 giorni, nel comune ove è avvenuta la nascita, oppure presso la direzione sanitaria della struttura ospedaliera ove è avvenuto l'evento, entro 3 giorni dalla nascita.
E' assolutamente necessario produrre l'attestato di nascita rilasciato dall'ostetrica.
Al neonato va attribuito un unico nome, composto anche da più elementi onomastici (al massimo tre), che saranno sempre riportati nella documentazione ufficiale. Il nome inoltre deve corrispondere al sesso.

Nel caso di filiazione da genitori sposati, la dichiarazione viene fatta da uno solo di loro (oppure da chi ha assistito a parto: ostetrica; medico).
Nel caso di filiazione da genitori non coniugati tra loro, la dichiarazione deve essere resa dai genitori che riconoscono il nato.
Conseguentemente alla effettuata dichiarazione di nascita il Comune di Residenza richiede in via telematica all'Agenzia delle Entrate  l'assegnazione del codice fiscale al neonato.


CITTADINANZA - GENERALITA'

La cittadinanza indica l'appartenenza di una persona allo Stato.
In base alla legge italiana (legge n.91/1992) è cittadino il figlio, ovunque sia nato, di genitore italiano, (il principio è detto perciò dello jus sanguinis = diritto di sangue, visto che la cittadinanza deriva da quella posseduta dai genitori al momento della nascita.  In altri stati invece vige il principio dello jus soli = diritto di suolo, in base al quale la cittadinanza è attribuita a seguito della nascita nel territorio di quello Stato).
La cittadinanza italiana si acquisisce in via automatica solitamente per nascita o per adozione.
L'acquisto della cittadinanza per naturalizzazione avviene a seguito di conferimento con apposito provvedimento amministrativo (es. Decreto del Ministro dell'Interno o del Presidente della Repubblica), su richiesta del cittadino straniero che possiede i requisiti stabiliti dalla legge.
Vi è infine riconoscimento della cittadinanza a chi, cittadino per discendenza da genitori o avi italiani, formalmente non risulti tale (ad esempio perchè in possesso di solo passaporto straniero).

CITTADINANZA - NATURALIZZAZIONE
Nell'ordinamento italiano si distinguono due forme di acquisto della cittadinanza per naturalizzazione: 1) per effetto di MATRIMONIO (art. 5 Legge n. 91/1992); 2) per concessione (art. 9 Legge n. 91/1992).
La richiesta di naturalizzazione italiana può avvenire in seguito a matrimonio con cittadino/a italiano/a , trascorsi 2 anni dal matrimonio se vi è residenza in Italia. Il vincolo del matrimonio deve sussistere anche nel momento dell'adozione del decreto di conferimento della cittadinanza.
La naturalizzazione inoltre può richiedersi  principalmente per prolungata residenza legale in Italia (10 anni di legale ed ininterrotta dimora nello Stato; periodo ridotto a 4 anni in caso di cittadino UE). Il procedimento, emanato il decreto del conferimento della cittadinanza, si perfeziona solamente con il giuramento di fedeltà alla Costituzione e alla legge italiana.
Per l'avvio della pratica di conferimento della cittadinanza (ricevimento) è competente la Prefettura (clicca qui per collegarti con il sito della Prefettura di Treviso dedicato alla cittadinanza ove sono presenti informazioni, modelli e orari dell'ufficio).
Per altre informazioni contattare direttamente l'ufficio.


CITTADINANZA - RICONOSCIMENTO DELLA CITTADINANZA JURE SANGUINIS

Per il riconoscimento della cittadinanza jure sanguinis ai cittadini stranieri di ceppo italiano, cioè ai discendenti degli emigranti trasferitisi all'estero, la procedura è di competenza dei Consolati italiani all'estero. Solo nel caso di cittadino straniero che sia iscritto nell'Anagrafe dei residenti la competenza è del Comune.
L'interessato deve fare formale richiesta in marca da bollo corredata da tutta la documentazione  che dimostri: la discendenza diretta da cittadino italiano; che l'avo non abbia perduto la cittadinanza italiana per naturalizzazione straniera; che non ci sia stata perdita del diritto o rinuncia da parte dell'avo e dei discendenti. Tutta la documentazione deve essere in regola con le norme in tema di legalizzazione e traduzione.
Poiché l'istruttoria della pratica comporta solitamente il ricorso alle Autorità consolari all'estero ovvero ad autorità di altri Enti, essa ha una durata di parecchi mesi.
Solo se vengono confermate tutte le condizioni poste dalla Circolare del Ministero dell'Interno K.28.1 dell'8 aprile 1991, verrà riconosciuta la cittadinanza italiana e provveduto alla trascrizione degli atti del richiedente, altrimenti vi sarà un provvedimento denegatorio.


MATRIMONIO - PUBBLICAZIONI
La celebrazione del matrimonio deve essere preceduta dalla pubblicazione, che serve per rendere pubblica la volontà di contrarre matrimonio e per verificare che ci siano le condizioni di legge per coniugarsi.
Gli interessati producono all'ufficio le autocertificazioni relative alle proprie generalità, residenza, cittadinanza e stato civile, lasciando un proprio recapito telefonico.
(clicca qui per scaricare il modello della autocertificazione per pubblicazione di matrimonio)
I documenti necessari vengono acquisiti direttamente dall'Ufficiale di Stato Civile ove viene effettuata la pubblicazione, che avvisa gli interessati una volta che questi siano pervenuti all'ufficio.
Le pubblicazioni vengono effettuate, previo appuntamento, alla sola presenza dei due nubendi (muniti di documento di identità e codice fiscale). Viene sottoscritto il Verbale di pubblicazione.


In caso di matrimonio Concordatario (matrimonio Cattolico avente valore civile) gli sposi devono produrre la richiesta scritta del Parroco (modello X). E' opportuno pertanto rivolgersi al Ministro di culto prima di presentarsi in Comune per la firma del verbale di pubblicazione.
In caso di matrimonio religioso, secondo il rito di Confessione religiosa con cui lo Stato ha contratto Intesa (es. Tavola Valdese; Chiese cristiane avventiste del 7° giorno; Assemblee di Dio in Italia; Unione delle Comunità Ebraiche italiane; Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia; chiesa Evangelica Luterana in Italia) oltre alla specifica richiesta ci dovrà essere la lettura degli articoli 143, 144 e 147 del codice civile. In caso di Culti ammessi dallo Stato, come la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, ci deve essere la specifica richiesta del Ministro di Culto di essere autorizzato da parte dell'Ufficiale dello Stato Civile con l'allegazione della Approvazione della nomina del Ministro di Culto da parte del Ministero dell'Interno.

Una volta firmato il verbale di pubblicazione, l'Avviso di pubblicazione resta affisso per la durata di 8 giorni interi e consecutivi all'albo dei Comuni di residenza degli sposi. Dal 1° gennaio 2011 le pubblicazioni avvengono solamente nei siti informatici dei comuni. Il foglio di pubblicazione  è in carta legale, pertanto va prodotta la marca (o le marche) da bollo da € 16,00.
Il matrimonio può essere celebrato dopo 3 giorni dalla scadenza delle pubblicazioni (ossia 12 giorni dalla firma del verbale di pubblicazione), comunque entro 180 giorni successivi, civilmente presso la sede comunale o presso l'autorità religiosa con effetti civili.


MATRIMONIO CIVILE - DELEGAZIONE
La pubblicazione va svolta obbligatoriamente in uno dei comuni di residenza degli interessati, ove si terrà il matrimonio.
Il matrimonio però,  per ragioni di  necessità o convenienza, può anche essere svolto in un altro Comune italiano.  In tal caso bisogna che gli interessati, una voolta che abbiano provveduto alla pubblicazione, ne facciano richiesta scritta (clicca qui per scaricare il modello) e l'Ufficiale di Stato Civile deleghi, ai sensi dell'art.109 del codice civile, l'ufficio di Stato civile di quel determinato Comune.


MATRIMONIO CIVILE - CELEBRAZIONE
Una volta espletate le formalità della pubblicazione, il matrimonio civile viene celebrato in una sala aperta ala pubblico nella sede del Municipio (piazza Umberto I, n. 19) oppure nella sede comunale di Villa Giovannina (piazza Umberto I, n.21), generalmente  dal Vice Sindaco (Assessore Giacinto Bonan).
I matrimoni civili vengono svolti nella ex Cappella della Barchessa di Villa Giovannina (Deliberazione della Giunta Comunale n. 50 del 18/04/2016).
Il matrimonio può essere svolto durante l'orario di servizio dell'ufficio demografico (lunedì-venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e lunedi' e mercoledi' dalle 15.00 alle 17.00) e nella mattinata del sabato tra le 09.30 e le 11.30.
È necessaria la presenza, oltre che degli sposi, anche di due testimoni, tutti muniti di valido documento di identità.
Gli sposi in sede di matrimonio, possono optare per il regime patrimoniale della separazione dei beni.
A cura degli interessati possono essere collocati dei fiori sul tavolo della cerimonia; è possibile procedere (o non procedere) allo scambio delle fedi.
Non è consentito lanciare riso o coriandoli né all'interno delle sedi, né all'esterno; qualora ciò accadesse è necessario provvedere, immediatamente e direttamente alla pulizia.
La data,  l'ora della celebrazione e le altre indicazioni, vengono stabilite compilando e presentando l'apposito modulo, una volta che siano state svolte le pubblicazioni.
(clicca qui per scaricare il modulo)
Con Delibera della Giunta Comunale, in vigore dal 1 aprile 2009, è stata fissata una TARIFFA per l'utilizzo di Villa Giovannina da parte dei non residenti e del parco adiacente sia da parte dei residenti che dei non residenti.

MATRIMONIO - CITTADINO STRANIERO

Se il cittadino straniero è residente o domiciliato in Italia è necessario procedere alla Pubblicazione, prima di effettuare il matrimonio.
Il cittadino straniero dovrà produrre valido documento di identità (es. Passaporto). In seguito alla sentenza della Corte Costituzionale n. 245/2011 il cittadino straniero non è più tenuto a dimostrare la regolarità del soggiorno.

Il cittadino straniero deve obbligatoriamente  produrre:
1-  Atto di nascita, rilasciato dalla competente Autorità straniera (solitamente il Comune di nascita), comprendente anche la paternità e la maternità. Deve essere legalizzato e tradotto.
2- Nulla osta al matrimonio, previsto dall'articolo 116 del codice civile (“dichiarazione dell'autorità competente del proprio paese, dalla quale risulti che giusta le leggi a cui è sottoposto nulla osta al matrimonio”). Deve essere legalizzato e tradotto. - Se nel Nulla Osta sono riportate tutte le generalità dell'interessato (paternità e maternità compresa), non è più necessario l'atto di nascita.

- Per i cittadini di Austria, Belgio, Germania, Grecia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna, Svizzera o Turchia, in luogo del nulla osta viene presentato il certificato di capacità matrimoniale plurilingue (Convenzione di Monaco del 05/09/1980) che non va tradotto e legalizzato.
- Per i cittadini di Australia e USA bisogna fare particolari dichiarazioni presso il proprio Consolato in Italia e successivamente fare un particolare giuramento presso l'Ufficio dello Stato Civile di fronte a due testimoni.

Se lo straniero non conosce la lingua italiana, deve essere assistito da una persona di fiducia che assuma il ruolo di interprete, previo giuramento di fronte all'Ufficiale dello Stato Civile.

UNIONI CIVILI
Il 5 giugno 2016 è entrata in vigore la legge 76/2016, che prevede la possibilità di costituire una unione civile tra due persone maggiorenni dello stesso sesso con  dichiarazione di fronte all'ufficiale di stato civile del Comune, alla presenza di due testimoni. Il 29 luglio 2016 è entrato in vigore il Decreto Presidente Consiglio dei Ministri 23.07.2016 n.144 che detta le disposizioni transitorie per la registrazione delle unioni civili.

In data 12/02/2017 sono entrate in vigore le norme definitive (D. LGS. nn. 5, 67 del 19/01/2017 pubblicate in Gazzetta Ufficiale il 27/01/2017).

Le parti possono scegliere il Comune ove costituire l'unione e presso il quale registrare la richiesta e la dichiarazione costitutiva di unione civile. Hanno inoltre la possibilità di costituire un'Unione Civile in un comune diverso da quello inizialmente scelto, su delega dell'Ufficiale dello Stato Civile.

Analogamente ai matrimoni civili le unioni civili si terranno nella sala ex Cappella della Barchessa di Villa Giovannina

Procedimento:
1) La costituzione dell'unione civile deve essere preceduta dalla registrazione (processo verbale) della richiesta congiunta delle due parti, che serve per verificare che ci siano le condizioni di legge per effettuare la formale dichiarazione.  A questo effetto gli interessati producono all'ufficio le dichiarazioni relative alle proprie generalità (cognome, nome, luogo e data di nascita), residenza, cittadinanza e stato civile, richiedendo la costituzione di unione civile, lasciando un proprio recapito telefonico. (clicca qui per scaricare il modello della richiesta)
2) L'Ufficiale di Stato Civile  avvisa gli interessati della necessità di presentarsi in  Comune per redigere, alla loro presenza,  il processo verbale della richiesta (art.1 DPCM). Questo viene effettuato previo appuntamento, alla sola presenza delle due parti  (munite di documento di identità e codice fiscale). La richiesta di costituzione può avvenire tramite PROCURA quando una delle due parti non possa recarsi di persona dall'Ufficile dello Stato Civile.

L'Ufficiale dello Stato Civile ha tempo 30 giorni per effettuare gli accertamenti sulla eventuale susssistenza di impedimenti, comunicando poi alle parti che hanno 180 giorni per procedere alla costituzione dell'Unione Civile.

3) Gli interessati indicano formalmente data e ora della costituzione dell'Unione civile. (clicca qui per scaricare il modello della richiesta).
4) All'ora e alla data stabilità si procederà alla costituzione dell'unione e alla registrazione dell'atto nell'archivio dello stato civile, alla presenza personale delle  parti e di due testimoni di fronte all'Ufficiale dello Stato Civile. Si procederà, secondo le indicazioni date dalle parti in ordine al regime patrimoniale.

In seguito alle norme di cui al D. LGS. n. 5/2017 non si verifica più il cambiamento del cognome (quale variazione di status) e conseguentemente non ci sarà nessun aggiornamento dello stesso nè in anagrafe, nè sull'atto di nascita, nè sui documenti di identità.


Accordi di SEPARAZIONE o di DIVORZIO dichiarati presso l'UFFICIALE DELLO STATO CIVILE

L'articolo 12 del Decreto Legge n.132/2014 (in vigore dall'11 dicembre 2014) prevede la possibilità di registrare in Comune l'accordo consensuale dei coniugi per la SEPARAZIONE PERSONALE o per il DIVORZIO (scioglimento del matrimonio o cessazione degli effetti civili del matrimonio).

L'accordo va fatto:

- nel Comune di residenza dei coniugi;

oppure
- nel Comune dove è stato iscritto o trascritto il matrimonio (Comune dove è stato fatto il matrimonio in Italia o Comune che ha registrato il matrimonio fatto all'estero).
Le dichiarazioni dei coniugi possono essere ricevute in Comune dall'Ufficiale dello Stato Civile SOLO e SOLTANTO SE:

  • NON ci siano FIGLI MINORI o figli maggiorenni incapaci o portatori di grave handicap o economicamente non autosufficienti (si intende "figli in comune dei coniugi richiedenti");

  • NON ci siano patti di trasferimento patrimoniale;

  • le dichiarazioni siano rese PERSONALMENTE da ciascun coniuge (eventualmente assistito da proprio legale).

Se non è così: occorrerà rivolgersi ai propri avvocati per una convenzione di negoziazione assistita (art.6 del DL 132/2014).


Per procedere alla redazione dell'atto è necessario fare formale richiesta (clicca qui per scaricare la richiesta) allegando dichiarazione, da parte di ciascun coniuge, sulla ricorrenza delle condizioni per poter ricevere l'accordo.
Clicca qui per scaricare il modulo di SEPARAZIONE PERSONALE consensuale
Clicca qui per scaricare il modulo di DIVORZIO consensuale

Gli interessati saranno richiamati per fissare la data di registrazione.

In sede di registrazione dell'accordo di separazione o di divorzio l'ufficiale dello stato civile inviterà i coniugi "a comparire di fronte a sè non prima di 30 giorni dalla ricezione per la conferma dell'accordo"(art.12 c.3 DL 132/2014).

In caso di mancata comparizione l'accordo non avrà effetto.

L'Ufficiale dello stato civile, una volta confermato l'accordo con la stesura di uno specifico atto alla presenza dei coniugi, provvederà alla annotazione a margine dell'atto di matrimonio e di nascita nei casi previsti.
Il giorno in cui viene firmato l'accordo dovrà essere pagato (c/o l'Ufficio Economato, sede Municipale) in contanti il DIRITTO FISSO DI EURO 16,00 di cui alla tabella D allegato alla Legge n. 604/1962 (fissato in Euro 16,00 dalla Deliberazione di Giunta n. 3/2015).

Accordi di SCIOGLIMENTO dell'Unione civile presso l'UFFICIALE DELLO STATO CIVILE
L'articolo 1 comma 22 della legge n.76/2014 e l'articolo 6 comma 1  del DPCM del 23.07.2016 n.44 prevedono la possibilità di registrare in Comune  l'accordo di scioglimento dell'unione (che non ha bisogno di essere preceduto dalla separazione).  E' consentita anche la dichiarazione disgiunta.
L'accordo consensuale, concluso ai sensi dell'art.12 del DL n,132/2014, va fatto:
- nel Comune di residenza delle parti;
oppure
- nel Comune dove è stato iscritta o trascritta la dichiarazione costitutiva dell'unione
Come nel caso dello scioglimento del matrimonio, le dichiarazioni delle parti possono essere ricevute in Comune dall'Ufficiale dello Stato Civile  solo se NON ci siano patti di trasferimento patrimoniale e se le dichiarazioni siano rese PERSONALMENTE dalle parti (eventualmente assistite da proprio legale). La previsione - relativa al matrimonio - che non ci siano FIGLI MINORI o figli maggiorenni incapaci o portatori di grave handicap o economicamente non autosufficienti (figli in comune delle parti richiedenti) si intende limitata ad eventuali figli adottivi.
Se non è così: occorrerà rivolgersi ai propri avvocati per una convenzione di negoziazione assistita (art.6 del DL 132/2014 e art 6 del DPCM n.44/2016).

MORTE - DENUNCIA
La dichiarazione di morte va resa entro ventiquattro ore dal decesso all'Ufficiale di Stato Civile del Comune ove è avvenuto l'evento, possibilmente presentando la documentazione rilasciata dal medico necroscopo.
Se la persona è deceduta nella sua abitazione, la dichiarazione va fatta da un congiunto o da un loro delegato (solitamente l'impresario o l'agente di una ditta di Onoranze Funebri).
Se la persona è deceduta presso una struttura sanitaria la comunicazione viene resa d'ufficio dalla Direzione della Struttura.
In caso di morte violenta o nel caso in cui ci sia sospetto di reato viene interessata del fatto la Procura della Repubblica ai fini del rilascio del nulla osta alla sepoltura.

TRASCRIZIONE DI ATTO FORMATO ALL'ESTERO NEI REGISTRI DI STATO CIVILE, RELATIVO A CITTADINO ITALIANO
Il cittadino italiano può richiedere la trascrizione di un proprio atto, formato in uno stato straniero, utilizzando l'apposito modulo ed allegando l'atto, in regola con la legalizzazione e traduzione.
(Clicca qui per scaricare il modulo di richiesta).
L'atto così registrato potrà consentire l'aggiornamento anagrafico ed essere oggetto di certificazioni e di estratti.

DELIBAZIONE DI SENTENZA STRANIERA RELATIVA ALLO STATO CIVILE RIGUARDANTE CITTADINO ITALIANO (Es. divorzio pronunciato all'estero)
Per informazioni, contattare direttamente l'ufficio.

LEGALIZZAZIONE - TRADUZIONE
I documenti dello stato civile formati in uno Stato straniero non hanno alcun valore in Italia, se non in regola con le norme in tema di legalizzazione e traduzione in lingua italiana (articoli. 21 e 22 del DPR n.396/2000).
La legalizzazione è la attestazione ufficiale della legale qualità di chi ha apposto la firma sul documento e della autenticità della firma stessa.
Un  documento rilasciato da Autorità straniera all'estero
va legalizzato dalla competente Autorità Consolare Italiana all'Estero.
- Vi è esenzione dalla legalizzazione per documenti rilasciati da quegli stati firmatari di specifici Accordi o Convenzioni Internazionali.  Ad esempio per i principali stati europei (Convenzione di Lussemburgo del 1957; Convenzione di Atene del 1977; Convenzione di Bruxelles del 1987), per la Turchia (Convezione di Atene del 1977), per l'Argentina (Accordo di Roma del 1987).  
- Vi è semplificazione per gli Stati aderenti alla Convenzione dell'AJA del 5.10.1961 (apposizione di “apostille” da parte dell'autorità nazionale designata, senza bisogno di ricorrere alla legalizzazione dell'autorità consolare italiana all'estero)
(clicca qui per accedere al sito della Prefettura di Treviso per conoscere gli Stati aderenti).
Un documento rilasciato da Autorità Diplomatica o Consolare straniera in Italia va legalizzato presso la PREFETTURA.
- Vi è esenzione dalla legalizzazione degli atti redatti dai rappresentanti diplomatici o consolari per gli Stati aderenti alla Convenzione di Londra del 7.6.1968: Austria, Cipro, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Portogallo, Repubblica Ceca, Repubblica Moldova, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia.
La traduzione di un documento rilasciato dall'Ufficio Demografico di Villorba per essere valido all'estero va legalizzato presso la Prefettura di Treviso  (tranne nel caso in cui tale formalità sia abolita da convenzioni internazionali)
(cliccare qui per accedere al sito della Prefettura)
La traduzione di un documento fatto all'estero in lingua italiana deve essere eseguita o attestata conforme al testo straniero da una Rappresentanza Diplomatica o Consolare Italiana all'Estero. E' considerata equivalente la dichiarazione consolare  della qualità legale di traduttore ufficiale straniero che ha svolto la traduzione in italiano. La traduzione può infine essere eseguita in Italia presso il competente Tribunale o, se il documento va presentato all'Ufficio dello Stato Civile, dal traduttore che giuri davanti a questi di aver tradotto in conformità al testo straniero.

 

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